23/04/2008
45 - LA COSA GIUSTA
Continuai a fissare il posto dove avevo lasciato Gael, ma di lui non c’era traccia.
Accesi il telefono e aspettai che il segnale mi permettesse di telefonare, ma proprio in quel momento, percepii una presenza, qualcuno dietro di me.
Mi voltai di scatto e lo vidi. Era bello, era di una bellezza disarmante.
“Ci ho provato… giuro…”
Le parole mi uscivano rotte dall’emozione.
“Ho cercato di convincermi che fosse la cosa giusta…”
“Non dire altro…”
“No… aspetta… ho bisogno di farmi perdonare così tante cose da te che…”
“Io ho solo bisogno de sapere se sei ancora disposta a rischiare per qualcuno… devo sapere se sei in grado de trovare la forza per affrontare tutto questo…”
Pochi passi ci dividevano e li annullai correndo, annullai anche l’aria, il cielo sopra di noi, il cemento ai nostri piedi, lo sguardo incuriosito dei passanti e quella paura che mi stava facendo commettere l’errore più grosso della mia vita.
Arrivai a pochi centimetri dal suo viso e respirai nuovamente il suo odore.
“Si… credo di si… anzi… ne sono sicura… e tu?”
“Io? Io non ho mai avuto dubbi”
Mi prese il viso tra le mani, mi guardò negli occhi, serio, poi sentii di nuovo i sensi confondersi.
E quello fu il bacio più bello, al di là di ogni dubbio, quello fu il bacio più bello.
FINE
13:46
Scritto da: china_nera
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07/04/2008
44 - PANICO
Raggiungere quella porta, mi sembrava la cosa più difficile alla quale mi fossi mai sottoposta. Una violenza tale da lasciarmi stremata.
Forse sto sbagliano tutto, pensai. Forse mi ritroverò per l’ennesima volta a piangermi addosso, dopo aver capito quanto sia grande la cazzata che sto facendo. Forse, forse… come se nulla di certo possa far parte della mia vita.
Anche deglutire, sbattere le palpebre e portare un piede davanti all’altro, sembrava costarmi uno sforzo atroce, ma continuai a camminare e alla fine del tunnel salii la scaletta, oltrepassai il portellone e sprofondai nel sedile.
Niente di certo, nessuna sicurezza… sarà questo quello che mi aspetta.
“Non è così semplice…”
“Non ho mai detto che lo fosse… ma vuoi davvero negarti la possibilità di sapere se ti sei sbagliata?”
Le parole del Signor Mario mi entrarono con prepotenza nella testa, senza preavviso, senza possibilità di replica.
Poi fu il panico. Un’ondata improvvisa di paura mi attraversò la pelle e penetrò nel sangue nei muscoli e nelle ossa. Mi alzai di scatto e una delle hostess mi disse di sedermi.
“No… io devo scendere… io devo uscire…”
“Ma signorina, non è possibile… stiamo per decollare…”
“Aprite il portellone per favore! Aprite il portellone!!!”
“Adesso si calmi…”
“No… io non mi calmo… voglio scendere da questo aereo…. Adesso!!!”
Un’altra hostess corse verso la cabina di pilotaggio, probabilmente pensarono che la mia follia improvvisa, fosse dettata dalla paura, non so, fatto sta che dopo pochi attimi tornò da me e mi accompagnò verso l’uscita.
Scesi la scaletta, corsi verso il tunnel, oltrepassai il corridoio, le scale mobili e la porta a vetri.
15:06
Scritto da: china_nera
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